Salviamo un codice
PER GIUSTA CAUSA
Prof. Carlo Federici dell’Università Ca’ Foscari di Venezia
Il codice versa in una pessima condizione, in particolare per quanto riguarda le carte dell’ultimo fascicolo, compromesse da una fragilità del supporto tale da rendere estremamente rischiosa la consultazione del testo, che inevitabilmente induce la perdita di frammenti. Non è semplice determinare, sulla base di un primo esame optico, a quale causa sia imputabile la perdita di flessibilità e di resistenza delle carte. Appare evidente tuttavia che i danni più gravi (lacerazioni e lacune di estensione notevole) interessano le aree grafiche sulle quali è stato impiegato il colore verde, la cui composizione chimica potrebbe effettivamente aver contribuito all’aggressione del supporto cartaceo.
Sugli altri fascicoli, si riscontrano macchie di varia natura, qualche lacerazione e lacune di estensione limitata; la carta di guardia anteriore è parzialmente mutila.
La legatura presenta le assi solidali al corpo delle carte, nonostante la rottura di una delle tre linguette fendues di pelle allumata utilizzate come supporti di cucitura. Il cuoio della coperta è compromesso da un’estesa lacerazione lungo la cerniera anteriore ed è ampiamente lacunoso in corrispondenza del dorso e delle assi; si riscontrano altresì abrasioni diffuse e macchie di varia natura. Dei capitelli rimangono le anime di cuoio, ancora alloggiate nelle apposite scanalature delle assi e pochi fili di avvolgimento.
Sull’asse anteriore sono evidenti i frammenti di due bindelle, alle quali fanno riscontro sull’asse posteriore le impronte di due fermagli. Su entrambe le assi sono altresì visibili
i segni lasciati dalle borchie, delle quali non restano altre tracce.
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